Chi è collegato al mio Wi-Fi? Come trovare i dispositivi sconosciuti sulla rete
Come vedere tutti i dispositivi collegati al tuo Wi-Fi, capire che cos'è ciascuno, riconoscere quelli che non dovrebbero esserci e cosa fare quando ne trovi uno.
Perché vale la pena controllare
Oggi una casa qualsiasi ha venti o trenta dispositivi sul Wi-Fi: telefoni, portatili, la TV, la stampante, qualche presa smart, il robot aspirapolvere, il videocitofono. Un piccolo ufficio ne ha di più. Quasi tutti li hai configurati una volta e poi dimenticati. Così, quando la rete sembra lenta, o ti chiedi semplicemente se il vicino abbia ancora la password che gli hai dato due anni fa, la risposta onesta di solito è “non so chi c’è collegato”.
Scoprirlo richiede cinque minuti, e non risponde solo alla domanda sulla sicurezza: è anche il modo per trovare il vecchio tablet che continua a scaricare aggiornamenti, la telecamera che nessuno ricorda di aver installato, o la stampante che ha cambiato indirizzo e ha impedito a tutti di stampare.
Parti dall’elenco del router
Ogni router tiene un elenco dei dispositivi a cui ha assegnato un indirizzo. È la fonte più completa, perché ogni dispositivo deve chiedere al router per entrare in rete.
- Apri la pagina del router nel browser: di solito
192.168.1.1o192.168.0.1, oppure l’indirizzo stampato sull’etichetta sotto il router. - Accedi con la password di amministrazione (anche questa sull’etichetta, se nessuno l’ha mai cambiata: già che ci sei, vale la pena farlo).
- Cerca una pagina chiamata Dispositivi connessi, Client DHCP, Elenco dispositivi o Rete domestica.
Per ogni dispositivo ottieni un indirizzo IP, un indirizzo MAC (un identificativo hardware) e spesso un nome. Il problema: molti nomi sono vuoti o incomprensibili, come android-3f2a9c, ESP_1B2C3D o Sconosciuto, e l’elenco raramente ti dice che cosa sia davvero il dispositivo.
Scansiona la rete dal telefono o dal PC
Uno scanner di rete fa il percorso inverso: bussa a ogni indirizzo della rete e annota chi risponde. Trova i dispositivi che l’elenco del router etichetta male, e può chiedere a ciascuno informazioni su sé stesso:
- il nome che annuncia (molti dispositivi dicono alla rete che cosa sono);
- il produttore, ricavato dalla prima metà dell’indirizzo MAC, che è assegnata all’azienda che ha fabbricato il chip di rete;
- i servizi che offre: una stampante risponde sulle porte di stampa, una telecamera su quelle video, un PC su quelle di condivisione file.
Messo insieme, 192.168.1.37 · Espressif · porta 80 aperta smette di essere un mistero: Espressif produce il chip Wi-Fi che sta dentro la maggior parte delle prese e delle lampadine smart.
C’è una cosa che uno scanner non sempre riesce a fare: leggere gli indirizzi MAC. Da Android 10 le app non possono più vederli, e telefoni e portatili usano ormai spesso un MAC casuale per ogni rete, per privacy. Quindi “produttore sconosciuto”, da solo, non è un campanello d’allarme: di solito è un telefono moderno che protegge il suo proprietario.
Come capire che cos’è ogni dispositivo
Scorri l’elenco con questi indizi, dal più forte al più debole:
| Indizio | Che cosa ti dice |
|---|---|
| Un nome che annuncia | TV soggiorno, HP LaserJet, MacBook-Air: di solito è giusto. |
| Produttore | Apple, Samsung, Amazon, TP-Link, Espressif, Tuya… restringe il campo a una famiglia di dispositivi. |
| Servizi aperti | Una stampante, una telecamera, un NAS, un PC Windows hanno porte riconoscibili. |
| Quando compare | Un dispositivo che va e viene alle 8 e alle 18 è probabilmente il telefono di qualcuno. |
| Esclusione | Spegni un dispositivo e scansiona di nuovo: quello sparito dall’elenco era lui. |
L’ultimo è il più lento e il più affidabile. Per uno sconosciuto ostinato, staccare le cose una alla volta ti porta sempre alla risposta.
Segnali che un dispositivo non è tuo
La maggior parte dei dispositivi “sconosciuti” si rivela tua. Insospettisciti di più quando:
- compare un dispositivo che non corrisponde a niente di tuo, con un produttore noto e un MAC fisso (non casuale);
- si fa vedere di notte o quando in casa non c’è nessuno;
- offre servizi che non ti aspetteresti su una rete domestica, come desktop remoto, un database aperto o la condivisione file, su un dispositivo che non sai collocare;
- il numero di dispositivi continua a crescere senza che nessuno abbia comprato niente.
Cosa fare se trovi un intruso
- Cambia la password del Wi-Fi, e usa WPA2 o WPA3: mai WEP, mai una rete aperta. Tutti i tuoi dispositivi avranno bisogno della nuova password; l’intruso non ce l’avrà.
- Cambia la password di amministrazione del router se è ancora quella predefinita stampata sull’etichetta.
- Disattiva il WPS, la funzione “premi il pulsante per collegarti”: ha debolezze note e serve di rado.
- Metti ospiti e dispositivi smart sulla rete ospiti, se il router ce l’ha, così il telefono di un visitatore o una telecamera economica non stanno mai accanto al tuo PC.
- Tieni aggiornato il firmware del router, dalla sua pagina di amministrazione o dall’app del produttore.
Bloccare un singolo indirizzo MAC nel router dà soddisfazione, ma da solo serve a poco: un MAC si cambia in pochi secondi. È la password che tiene fuori gli estranei.
Farlo con NetBlade
NetBlade per Android fa la scansione e il lavoro da detective in un unico posto, senza account:
- lo scanner LAN elenca ogni dispositivo che risponde, con nome, produttore, latenza e porte aperte, e segna come NUOVO quelli che non ha mai visto prima;
- i dispositivi che si annunciano (TV, stampanti, dispositivi Apple, smart speaker) prendono il nome da ciò che pubblicano sulla rete, quindi la mancanza dell’indirizzo MAC non li lascia anonimi;
- dove Android nasconde gli indirizzi MAC, NetBlade può leggerli dal router via SNMP, se il router lo supporta;
- puoi dare a ogni dispositivo un nome, delle etichette e un’icona, così alla scansione successiva leggi
Telefono di Marcoinvece di un indirizzo; - con il monitoraggio in background attivo su una rete, NetBlade ti avvisa quando un nuovo dispositivo si collega. È Android a decidere quando i controlli in background vengono eseguiti davvero, quindi l’avviso può arrivare con un po’ di ritardo: è una rete di sicurezza, non un allarme.
Scansiona una volta, dai un nome a tutto ciò che riconosci, e da lì in poi qualsiasi novità salta all’occhio da sola.